Piadina · Oltre la sfoglia
Piadina romagnola: la ricetta originale con strutto e testo
Non è pasta, ma è il pane dei romagnoli
La piadina romagnola non è pasta, e infatti qui siamo nella sezione Oltre la sfoglia. Ma nessuna casa di Romagna può fare a meno di raccontarla, perché la piadina è il nostro pane: quello che si faceva sul testo quando il forno non c’era, quello che accompagna il prosciutto la domenica e quello che si compra al chiosco sul lungomare. Giovanni Pascoli la chiamava il pane nazionale dei romagnoli, e aveva ragione.
Gli ingredienti sono quattro: farina, strutto, acqua e sale. Il resto è tecnica e mano, la stessa mano che tira la sfoglia sul tagliere e che qui invece stende dischi da cuocere in due minuti.
Sottile o spessa: la Romagna è divisa
Non esiste una sola piadina. Andando da Rimini verso Cesena e Forlì la piadina cresce di spessore e cala di diametro. La riminese è sottile, due millimetri o meno, larga anche trenta centimetri, morbida e pieghevole: si arrotola intorno al ripieno e si mangia camminando. La cesenate e la forlivese sono spesse, quattro o cinque millimetri, più piccole, con la mollica soffice che ricorda un pane basso: si tagliano a spicchi e si servono nel cestino.
L’IGP e la ricetta di casa
Dal 2014 la Piadina Romagnola è IGP, con un disciplinare che fissa gli ingredienti (farina di grano tenero, acqua, sale, strutto o olio, eventuali agenti lievitanti) e le due tipologie: la classica, più spessa, e quella alla riminese, sottile e larga. È un riconoscimento che ha protetto il nome dai prodotti industriali fatti chissà dove. In casa, però, il disciplinare conta poco: conta il testo caldo e l’impasto riposato. Se vuoi capire come questo pane povero è arrivato fin qui, nella pagina sulla storia della pasta fresca romagnola raccontiamo la cucina delle azdore di cui la piadina faceva parte.
Il testo e il fuoco
La piadina si cuoce sul testo, il disco di terracotta refrattaria che si appoggia direttamente sulla fiamma. Una padella di ferro a fondo spesso o un testo di ghisa fanno lo stesso lavoro. La regola è una: il piano deve essere già caldo, senza grassi, e la piadina deve stare pochissimo, il tempo che si macchi di bruno da entrambi i lati. Le bolle che si alzano si bucano con la forchetta, altrimenti la piadina si gonfia come un palloncino e cuoce male.
I ripieni classici
Squacquerone e rucola è il ripieno che ha fatto conoscere la piadina fuori dalla Romagna: il formaggio fresco che cola, l’amaro della rucola, la piadina calda che lega tutto. Poi il prosciutto crudo, da solo o con lo squacquerone; la salsiccia alla griglia con le cipolle; le erbe di campo saltate con l’aglio. E, per finire, la versione dolce con la crema di nocciole che i bambini chiedono alle sagre, dove la piadina sta accanto agli strozzapreti e ai cappelletti sui banchi delle azdore.
In tavola
Si serve calda, piegata a metà, senza piatto se si è in piedi e con un tovagliolo di carta. Se ne fai tante, impilale in un canovaccio pulito: il vapore le tiene morbide fino a quando arriva l’ultimo ospite.
Ingredienti
Per l'impasto
Per farcire, a scelta
Spunta gli ingredienti man mano che li prepari. Le dosi si adattano alle porzioni scelte.
Procedimento
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L'impasto
Sul tagliere o in una ciotola mescola farina, sale e bicarbonato. Aggiungi lo strutto morbido a pezzetti (o l'olio) e sfregalo tra le dita finché la farina sembra sabbia bagnata. Versa l'acqua tiepida poco alla volta e impasta 5 minuti: deve venire una palla liscia e morbida, non appiccicosa.
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Le palline
Dividi l'impasto in 6 pezzi da circa 135 g l'uno e arrotondali tra le mani. Metti le palline su un piatto o su un vassoio foderato con carta forno e coprile con un canovaccio o con la pellicola.
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Il riposo
Lascia riposare 30 minuti a temperatura ambiente. Il glutine si rilassa e la piadina si stende senza ritirarsi.
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Stendere
Con il mattarello stendi ogni pallina su un piano infarinato. Per la piadina riminese sottile arriva a 2 mm e 25-28 cm di diametro; per quella cesenate o forlivese fermati a 4-5 mm e 20 cm. Gira il disco di un quarto a ogni passata per tenerlo tondo.
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La cottura
Scalda il testo di terracotta o una padella di ferro a fuoco medio-alto, senza grassi. Adagia la piadina, e appena si formano le bolle bucale con la forchetta. Cuoci 1-2 minuti per lato: deve macchiarsi di bruno, non annerire.
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Farcire e servire
Farcisci la piadina ancora calda, piegala a metà e servila subito. Se ne cuoci molte, impilale in un canovaccio: il vapore le tiene morbide per mezz'ora. Oppure tagliale in quarti e servile a tavola nel cestino, come fossero pane.
Domande frequenti
La piadina si fa con lo strutto o con l'olio?
La ricetta tradizionale usa lo strutto, che dà friabilità e quel sapore leggermente burroso che si sente nelle piadine dei chioschi. L'olio extravergine è ammesso anche dal disciplinare IGP e dà una piadina più leggera e più morbida, ma meno sfogliata.
Serve il lievito nella piadina?
No, la piadina non è un pane lievitato. Un pizzico di bicarbonato o di lievito istantaneo aiuta solo la versione spessa a restare soffice; in quella sottile riminese non serve. Senza agenti lievitanti viene comunque buona, solo un po' più compatta.
Cosa è il testo per la piadina?
È il disco piatto di terracotta refrattaria su cui in Romagna si è sempre cotta la piadina, appoggiato direttamente sulla fiamma. Oggi molti usano un testo di ghisa o una padella di ferro a fondo spesso: il risultato è molto simile, purché il piano sia ben caldo e asciutto.
Con cosa si farcisce la piadina romagnola?
I classici sono squacquerone e rucola, prosciutto crudo, salsiccia con le cipolle e le erbe di campo saltate in padella. Ma la regola vera è una sola: pochi ingredienti, farciti a caldo, e piadina piegata a metà.
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