Strozzapreti · Primo piatto

Strozzapreti romagnoli: la ricetta con salsiccia e pomodoro

La pasta dei giorni feriali, senza uova e senza attrezzi

Totale
1 h 30 min
Preparazione
40 min
Riposo
20 min
Cottura
30 min
Porzioni
4
Difficoltà
Facile
Strozzapreti crudi arrotolati a mano su un tagliere di legno infarinato, con pomodorini a fianco

Gli strozzapreti sono la pasta di tutti i giorni. Non servivano uova, che si tenevano da parte per la sfoglia della domenica o per venderle al mercato, e non serviva nessun attrezzo: acqua, farina, un mattarello e le mani di chi stava in cucina. Si facevano in mezz’ora mentre il sugo andava, e si facevano in fretta, perché bisognava tornare nei campi.

Perché si chiamano strozzapreti

Sul nome le storie sono tante e in Romagna piacciono tutte. La più raccontata è quella dell’azdora che, arrotolando la pasta tra le mani con il gesto di chi strizza, augurava al prete di strozzarsi con quella stessa pasta: il clero riscuoteva le decime sulla terra e le famiglie contadine non lo amavano molto. Un’altra versione dice che i preti, invitati a pranzo, ne mangiavano con tale ingordigia da rischiare di soffocare. Quale sia la verità non lo sapremo mai, ma la forma un po’ storta e il gesto delle mani raccontano una pasta nata dalla rabbia contadina e dal buon umore insieme.

Solo acqua e farina

Senza uova l’impasto è diverso: si idrata con acqua tiepida, si lavora dieci minuti fino a farlo diventare liscio e riposa poco, quanto basta per rilassare il glutine. La sfoglia si tira più spessa di quella all’uovo, due millimetri buoni, perché lo strozzaprete deve avere corpo e resistere in pentola. Se sei alle prime armi con la fontana e l’impasto, parti dalla nostra guida all’impasto base della sfoglia: i gesti sono gli stessi, cambia solo il liquido. Sulla scelta tra 00 e semola abbiamo scritto un articolo dedicato, ma per gli strozzapreti la 00 comune è più che sufficiente.

Il gesto dell’arrotolatura è semplice e si impara in tre minuti: una striscia tra i palmi, le mani che si muovono in senso contrario, la pasta che si attorciglia. Poi si spezza con le dita a 8-10 centimetri. Non devono venire uguali: la bellezza dello strozzaprete è proprio la sua irregolarità, che trattiene il sugo negli incavi.

Il sugo di salsiccia e pomodoro

Un formato così ruvido chiede un sugo con carattere. La salsiccia sbriciolata e rosolata bene, il rosmarino, il vino bianco che sgrassa, il pomodoro che cuoce piano per venticinque minuti: è un sugo che si fa mentre la pasta riposa e non ha bisogno di ore, a differenza del ragù delle tagliatelle. Il cucchiaio di panna alla fine è una libertà moderna (per questo non lo trovi in elenco), che in molte trattorie della collina si prendono senza vergogna: ammorbidisce il pomodoro e fa lucido il piatto. Se preferisci la versione asciutta, un mestolino di acqua di cottura fa lo stesso lavoro.

In tavola

Gli strozzapreti si scolano nel tegame, mai nello scolapasta, e si saltano un minuto con il sugo. Parmigiano al momento, pepe macinato fresco, un bicchiere di Sangiovese giovane. Vanno bene in ogni stagione, e in estate reggono anche un condimento più leggero di pomodoro fresco e basilico: per le altre idee, guarda la pagina del formato strozzapreti.

Ingredienti

4 porzioni

Per gli strozzapreti

Per il sugo

Spunta gli ingredienti man mano che li prepari. Le dosi si adattano alle porzioni scelte.

Procedimento

  1. L'impasto

    Fai la fontana con la farina e sciogli il sale nell'acqua tiepida. Versa l'acqua e il cucchiaio di olio di oliva al centro poco alla volta, incorporando la farina con la forchetta e poi con le mani. Impasta con il palmo per 10 minuti: deve venire una palla liscia, soda ma non dura.

  2. Il riposo

    Copri l'impasto con una ciotola rovesciata e lascialo riposare 20 minuti. Il glutine si rilassa e la sfoglia si tira senza ritirarsi.

  3. Tirare la sfoglia

    Con il mattarello tira una sfoglia di circa 2 millimetri, più spessa di quella all'uovo: lo strozzaprete vuole corpo. Con il coltello taglia strisce larghe un centimetro e mezzo.

  4. Arrotolare

    Prendi una striscia e strofinala tra i palmi delle mani con un movimento contrario, come per strizzare un panno: la pasta si attorciglia da sola. Ogni 8-10 centimetri spezzala con le dita e appoggia il pezzo su un vassoio infarinato. Non devono essere tutti uguali.

  5. Il sugo

    Trita la cipolla e falla appassire nell'olio con il rosmarino. Spella la salsiccia, sbriciolala nel tegame e rosolala bene finché non è colorita. Sfuma con il vino, unisci la passata, sala poco e cuoci a fuoco dolce 25 minuti, finché il sugo è denso.

  6. La cottura

    Tuffa gli strozzapreti in abbondante acqua salata in ebollizione. Sono più spessi delle tagliatelle e ci vogliono 5-6 minuti: assaggia, devono restare con il morso. Scolali con la schiumarola direttamente nel tegame del sugo.

  7. Mantecare

    Salta un minuto a fuoco vivo con un mestolino di acqua di cottura. Se ti piace, fuori dal fuoco puoi aggiungere un cucchiaio di panna: non è fra gli ingredienti perché la versione di casa ne fa a meno. Servi con parmigiano e una macinata di pepe.

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Domande frequenti

Gli strozzapreti si fanno con le uova?

No, quelli romagnoli sono solo acqua, farina e sale. In alcune case si aggiunge un albume per renderli più elastici, ma la ricetta tradizionale è quella povera, senza uova, nata per risparmiare le uova da portare al mercato.

Che farina uso per gli strozzapreti?

La 00 va benissimo ed è quella che si usava sempre. Se vuoi una pasta più ruvida e con più morso, mescola metà farina 00 e metà tipo 0 oppure semola rimacinata: assorbe un po' più acqua, quindi aggiungi un cucchiaio in più.

Con cosa si condiscono gli strozzapreti in Romagna?

Con tutto quello che è denso e saporito: il ragù, la salsiccia e il pomodoro, i funghi, oppure il sugo di pesce sulla costa. Il formato tiene bene i sughi corposi grazie alla superficie irregolare e alla torsione che trattiene il condimento.

#senza uova#salsiccia#tutto l'anno#veloce#feriale Primavera Estate Autunno Inverno

Pubblicata il 1 settembre 2026

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