Blog · Sagre e feste

Sagre della pasta fresca in Romagna: il calendario mese per mese

Il calendario indicativo delle sagre e feste romagnole dedicate a sfoglia, cappelletti, passatelli e piadina, mese per mese, con i consigli per andarci.

Tavoli apparecchiati sotto le luci nella corte della Rocca di Forlimpopoli, durante la Festa Artusiana

Ogni estate, quando la sera si allunga e i paesi dell’entroterra tirano fuori tavoli e panche di legno, la Romagna ricomincia a mangiare in piazza. Le sagre non sono un’attrazione per turisti: sono il modo in cui una comunità si finanzia la squadra di calcio, la parrocchia o la Pro Loco, e lo fa con le due cose che sa fare meglio di chiunque altro, la sfoglia e la piadina. Qui trovate un calendario indicativo, mese per mese, degli appuntamenti che conosciamo e che tornano ogni anno. Le date cambiano, i programmi anche: prima di mettervi in macchina controllate sempre il sito ufficiale del Comune o della Pro Loco.

Come leggere questo calendario

Le sagre romagnole si dividono in due famiglie. Ci sono le feste storiche, con un nome e un periodo che si ripetono da decenni, e ci sono le sagre di paese, che cambiano sera, piatto e organizzatore quasi ogni anno. Delle prime possiamo dire il mese con ragionevole sicurezza. Delle seconde diciamo solo dove cercarle. In entrambi i casi la regola è la stessa: il piatto forte è quasi sempre una minestra in brodo o una pasta al ragù tirata a mano da un gruppo di volontarie, e la piadina la cuociono sul testo davanti a voi.

Marzo: la Segavecchia

A Forlimpopoli, nella settimana di mezza Quaresima, si tiene la Segavecchia: un carnevale fuori stagione, con carri, sfilate e la messa in scena del processo alla vecchia che viene segata in piazza. È una festa di paese antica, con gli stand gastronomici che aprono il calendario dell’anno. Se avete voglia di cappelletti a marzo, è il posto giusto.

Aprile e maggio: si scaldano i motori

In primavera partono le prime feste dell’Appennino e della collina, spesso legate a un prodotto di stagione più che alla pasta. È il periodo migliore per assaggiare i tortelli di erbe, che in Romagna si fanno con quello che l’orto dà in quei mesi. Guardate i programmi delle Pro Loco tra Faenza, Brisighella e la valle del Savio.

Giugno: la Festa Artusiana

L’appuntamento più importante per chi ama la cucina di casa è a Forlimpopoli, alla fine di giugno, con la Festa Artusiana. Il paese natale di Pellegrino Artusi si trasforma per una decina di giorni in una grande cucina all’aperto: strade rinominate con i titoli delle ricette del suo libro, stand, incontri, laboratori a Casa Artusi, sfogline all’opera in piazza. È la festa in cui la sfoglia è protagonista dichiarata e non solo contorno, e vale un viaggio anche da lontano.

Luglio e agosto: le sagre di paese

Nei due mesi estivi il calendario esplode. Quasi ogni frazione dell’entroterra tra Imola, Forlì, Cesena e Rimini organizza almeno una sera di festa, e il menu è quasi sempre lo stesso: cappelletti in brodo o al ragù, tagliatelle, passatelli, strozzapreti, piadina con salsiccia. Nel Cesenate e nel Riminese pasta fresca e piadina sono spesso le protagoniste di serate a tema, e in diverse sagre si organizzano gare di sfoglia, con le concorrenti al tagliere e il pubblico che fa il tifo per la nonna. Lungo la costa, da Cervia a Cattolica, non mancano le feste della piadina: cercatele nei programmi estivi dei Comuni.

Non sapremmo elencarle tutte, e non ci proviamo: chiedete al bar del paese, guardate i manifesti attaccati ai pali, seguite le pagine social delle Pro Loco.

Settembre: le fiere di fine estate

Con settembre arrivano le fiere storiche. A Russi, verso metà mese, si tiene la Fira di Sett Dulur, la fiera dei Sette Dolori, tra le più antiche della Bassa Romagna, con stand di cucina tradizionale. A Ravenna la Sagra de Caplet, a Novafeltria la Festa della Vendemmia e dei frutti d’autunno e, alla fine del mese, la Sagra del Savor a Montegelli, dedicata al mosto cotto romagnolo, riempiono i centri storici di banchi, spettacoli e cucina locale.

Ottobre: l’Appennino

Ottobre è il mese dei prodotti del bosco, e la sfoglia li accompagna. A Sant’Agata Feltria, nelle domeniche del mese, c’è la Fiera del tartufo bianco, dove le tagliatelle si mangiano con quello che avete capito. A Montefiore Conca la Sagra della Castagna, arrivata oltre la sessantesima edizione, offre caldarroste, mercatini e naturalmente stand gastronomici. A Perticara la Sagra della Polenta e dei frutti di bosco propone in vari punti ristoro la tipica polenta condita con i sughi della tradizione.

Novembre: San Martino e le sagre d’autunno

A novembre in Romagna l’autunno raggiunge il suo apice gastronomico: è il mese della sfossatura del formaggio, dell’olio extravergine appena spremuto e delle grandi fiere di paese che celebrano i prodotti più ricchi della tradizione. A Santarcangelo di Romagna, intorno all’11 novembre, la Fiera di San Martino, detta anche dei Becchi, è la festa romagnola per eccellenza: le grandi corna appese sotto l’arco, i banchi di piadina, formaggi e cappelletti, i vini nuovi. A Talamello, verso metà mese, con L’Ambra di Talamello, in concomitanza con la tradizionale apertura delle fosse, il borgo celebra il suo celebre formaggio di fossa, battezzato “Ambra” da Tonino Guerra. A Sogliano al Rubicone, le ultime due domeniche di novembre e la prima di dicembre, si tiene la Fiera del Formaggio di Fossa di Sogliano DOP, che da più di cinquant’anni festeggia la sfossatura del celebre formaggio.

Dicembre: i cappelletti nei mercatini

A dicembre non ci sono sagre vere e proprie, ma in molti mercatini di Natale delle città romagnole trovate i banchi delle sfogline che vendono cappelletti freschi per la Vigilia. È il momento giusto per confrontare i ripieni e portarsi a casa un vassoio, se in famiglia non si riesce a chiuderli tutti.

Consigli

  • Portate contanti: molte sagre hanno ancora la cassa con il blocchetto dei buoni e non accettano carte.
  • Assaggiate tutto: i banchi che vendono i prodotti tipici offrono assaggi, per decidere meglio quale tesoro portarvi a casa.
  • Guardate le sfogline: in molte sagre la sfoglia si tira davanti al pubblico. Se volete capire i gesti, la nostra guida a tirare la sfoglia al mattarello vi aiuta a leggere quello che vedete.
  • Verificate sempre: le date che trovate qui sono indicative. I programmi ufficiali escono di solito poche settimane prima, sui siti dei Comuni e delle Pro Loco.

E se una sagra vi delude, non giudicate il paese: tornate l’anno dopo, magari sono cambiate le cuoche.

Domande frequenti

Quando si tiene la Festa Artusiana di Forlimpopoli?

Indicativamente alla fine di giugno, per una decina di giorni, nel paese natale di Pellegrino Artusi. Le date precise cambiano ogni anno: controllate il programma sul sito ufficiale della festa o del Comune prima di partire.

Qual è il periodo migliore per le sagre in Romagna?

Luglio e agosto per le sagre di paese dell'entroterra, con cappelletti, passatelli e piadina quasi ogni sera. Settembre e novembre per le fiere storiche, come quelle di Russi, Santarcangelo e Sogliano al Rubicone. In inverno restano i mercatini con i banchi delle sfogline.

Come faccio a sapere se una sagra si tiene davvero quest'anno?

I programmi ufficiali escono di solito poche settimane prima sui siti dei Comuni e delle Pro Loco e sulle loro pagine social. Le date di questo articolo sono indicative: prendetele come orientamento, non come conferma.

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